Come pubblicare su Spotify

come pubblicare musica su SpotifyIn questo articolo ci concentriamo su Spotify, ed in particolare vediamo come pubblicare su Spotify.
Spotify non è ovviamente l’unica piattaforma streaming esistente, ce ne sono centinaia. Si tratta però della più diffusa nel nostro paese, nonché la prima piattaforma di streaming posizionata nella mente degli utenti quando si pensa a come ascoltare la musica online (dopo YouTube).
Imparare come pubblicare su Spotify e soprattutto come diffondere la tua musica è quindi per te di vitale importanza, altrimenti il tuo progetto musicale rischia di fermarsi già sul nascere…
E per diffondere la tua musica, hai bisogno di applicare correttamente le regole del marketing.
È ciò che insegniamo ogni giorno in Music X: l’ecosistema che aiuta gli artisti a trasformare la loro passione per la musica in un business sostenibile.
Breve e doverosa presentazione. Approfondiamo questo aspetto poco più avanti in questo articolo.
Ora, arriviamo al sodo e vediamo insieme come pubblicare su Spotify.

Come pubblicare su Spotify gratis

Puoi pubblicare la tua musica su Spotify senza sborsare un singolo centesimo… O almeno, non subito.
Inutile dire che le piattaforma che offrono questo tipo di servizio non ti garantiscono una pronta assistenza in caso di imprevisti… Ma sono un’ottima risorsa per iniziare.
Di siti che si occupano dell’upload su Spotify ce ne sono centinaia; per comodità, nelle prossime righe vedremo come utilizzare RouteNote.
RouteNote ti permette di caricare musica in pochi semplici passaggi, gratuitamente (o quasi).
Visita il sito ufficiale di RouteNote e clicca su Sign Up per registrarti. Crea il tuo account allacciando RouteNote a Facebook, Google, Twitter, o Soundcloud, oppure puoi compilare il modulo e registrarti con la tua mail (se ti iscrivi con l’indirizzo mail, ricordati di controllare la tua casella di posta per confermare l’iscrizione).
Una volta creato l’account, fai Log in e dalla tua Dashboard clicca Distribution nel menù in alto.
Inserisci il titolo della tua release. Se possiedi già un codice UPC/EAN (l’identificativo univoco del tuo brano) inseriscilo nel campo apposito, altrimenti lascia lo spazio vuoto e RouteNote provvederà a crearlo per te.
Ora, arriva la parte corposa. Inserisci tutte le informazioni che ti vengono richieste per la tua release: la lingua, i titoli, il nome dell’artista, il genere, i dettagli sul copyright, e così via. Ricordati inoltre di segnare se si tratta di una compilation (nel caso di un album) e segnala la presenza di contenuto esplicito (Explicit content).
Se non hai idea di cosa inserire nei campi del copyright, inserisci semplicemente il tuo nome d’arte (anche nel campo dell’etichetta se stai pubblicando come indipendente).
Una volta compilato il tutto, salva e continua per caricare il tuo file audio.
Puoi caricare fino a 15 brani in una volta, e bada bene di rispettare i requisiti minimi: RouteNote accetta soltanto file mp3 a 320kbps/44.1khz oppure flac a 44,1khz. Se sottoponi al sito un file di qualità inferiore, potrebbero anche rifiutarlo.
Una volta caricate le tue tracce, appariranno le pagine in cui inserire i dettagli di ogni singolo brano: titolo, numero, la lingua, puoi inserire i featuring, e così via.
Salva il tutto e procedi con il caricamento della copertina. Carica un artwork di almeno 3000×3000 pixel, in formato jpg e di dimensione inferiore ai 25MB.
Salva tutto e prosegui.
Siamo agli ultimi tre step del nostro upload su Spotify.
Passa alla scheda Manage Stores per selezionare i negozi digitali in cui vuoi rendere disponibile la tua musica (ovviamente è qui che trovi Spotify).
Dopodiché, scorri la pagina e nel campo Territories digita Italy (o inserisci il paese in cui vuoi rendere disponibile la traccia)…
… e come ultima schermata, accetta i termini e le condizioni di RouteNote spuntando la casella e seleziona al voce Distribute Free.
Et voilà.
Dopo i controlli di routine, la tua musica verrà caricata su Spotify e su tutti gli altri store da te selezionati.
Può sembrare la cosa più facile del mondo – e in termini pratici, lo è – ma è meglio metterti in guardia su tre aspetti particolari:
  1. presta attenzione alle regole sul copyright, i diritti d’autore e altre indicazioni di RouteNote su copertine e altri elementi. Centinaia di migliaia di persone usano RouteNote ogni giorno, e hanno dei controlli piuttosto rigidi. In particolare, è loro abitudine adottare un sistema a due falli: esattamente come avviene nel calcio, se vieni colto ad infrangere le regole della piattaforma per due volte, vieni espulso. Il tuo account viene permanentemente cancellato.
 
  1. ricerca il tuo nome d’arte in modo maniacale. Fai tonnellate di ricerche su Spotify e online per vedere se il tuo nome d’arte è già associato a qualcuno. In caso di omonimia, la tua musica finirebbe sulla Pagina Spotify del tuo omonimo predecessore, e toglierlo da lì potrebbe rivelarsi lungo e tedioso, visto che il supporto di RouteNote dà la precedenza agli account premium… Senza contare il fastidio che arrechi al cantante che si vede caricato il tuo materiale.
 
  1. RouteNote non è propriamente gratuito.
 
In realtà non esistono piattaforme totalmente gratuite per caricare musica. Al momento dell’upload potresti non dover sborsare un centesimo, ma tutte le piattaforme si rifanno sulle tue royalties.
P.S. Una piccola nota per evitarti dei guai con il punto numero 1: se necessiti di caricare delle cover, potresti preferire l’utilizzo di Soundrop. Con Soundrop paghi solo 9,99$ per la licenza necessaria a distribuire la tua cover, e non ci sono altri costi, se non un 15% sulle royalties che macinerà il tuo pezzo. Forse ti interessava saperlo. Andiamo avanti.
Abbiamo detto che le piattaforme come RouteNote si rifanno sulle tue royalties. In questo caso, il distributore si prende il 15%. A te rimane quindi l’85% delle tue royalties. Finché non si muovono grandi numeri fa anche comodo…
… ma cosa succede se il tuo nome inizia a girare, e se il tuo progetto musicale imbocca la giusta via grazie alle strategie di marketing musicale di Music X?
Rischi di lasciare molti soldi sul piatto, e per cosa, per non aver investito 20$ all’anno?
Hai letto bene: non tutti i distributori a pagamento chiedono cifre esorbitanti.
È arrivato il momento di introdurli.

Come pubblicare su Spotify con un distributore

Il mondo dei distributori a pagamento è veramente vasto. Ci sono tonnellate di alternative, tutte validissime: TunecoreCDBabyDistroKid, e molti (MOLTI) altri.
Nelle prossime righe, analizziamo rapidamente i tre più utilizzati.

come pubblicare musica su Spotify con un distributore

Tunecore

 
Tunecore è probabilmente uno dei più famosi distributori al mondo. Il caricamento dei brani è comodo e veloce, la piattaforma è super-intuitiva e ci sono un sacco di funzionalità.
L’unica pecca – riconosciuta anch’essa a livello globale – è il prezzo.
Tunecore è un servizio eccezionale, ti permette inoltre ti mantenere il 100% delle royalties, quindi tutti guadagni puliti dagli ascolti…
… ma i suoi costi sono proibitivi a molti artisti alle prime armi. Si parla di 9,99€ all’anno per l’upload di un singolo, e 29,99€ per l’upload di un album il primo anno… Poi, 49,99€ all’anno per ogni anno successivo che l’album rimane online.
Ritrovarsi a pagare ogni singolo album circa 50€ all’anno per mantenerlo sulle piattaforme di streaming è pura follia… Senza contare i singoli.
Inoltre, a questi bisogna aggiungere 9€ un tantum per il riconoscimento del brano su YouTube così da reclamare la monetizzazione per ogni video che utilizza la tua musica, ed eventualmente altri 69,99€ una tantum per registrare la tua composizione a livello globale, e per renderlo disponibile per le sync in film, TV, pubblicità e videogame.
L’assistenza in compenso è efficiente, e se la tua musica esplode, questi costi diventano irrisori, poiché mantieni il 100% delle royalties discografiche.

CDBaby

 
CDBaby funziona diversamente. Non richiede una fee annuale, ma ci sono diversi piani di distribuzione, ciascuno con vantaggi più o meno estesi.
In particolare, CDBaby offre due pacchetti per i singoli e due pacchetti per gli album, a seconda di come vuoi trattare la tua musica. Non tutti i pacchetti garantiscono il 100% delle royalties, e non tutti sono in grado di coprire i tuoi brani dalla riproduzione a livello globale e su YouTube.
Non possiamo riassumerti tutte le caratteristiche di questi piani a pagamento. Ti invitiamo a visitare la loro pagina di pricing in cui trovi una chiara tabella comparativa.

DistroKid

 
Infine, arriviamo a DistroKid, una delle piattaforme più discusse. DistroKid è entrato sul mercato a gamba tesa, ormai diversi anni fa, e si è ritagliato il suo spazio con prepotenza.
La cosa che ha sempre fatto chiacchierare molto, è che DistroKid non possiede un servizio d’assistenza… Semplicemente non ne ha bisogno.
La piattaforma è molto intuitiva, soprattutto per quanto riguarda le funzionalità principali. Caricare musica è semplicissimo e, incredibile ma vero… Funziona tutto, sempre.
DistroKid non ha un servizio di assistenza perché il suo forum di supporto ha già preventivato tutti i casi, i problemi e gli imprevisti che possono avverarsi. Con un semplice articolo di poche righe sei in grado di porre rimedio subito e da solo al danno fatto.
Ma ciò che ha mosso scalpore da sempre è stato il prezzo: DistroKid parte da un piano minimo di 20$ all’anno, con cui puoi caricare musica illimitata!
20$ per caricare quanti singoli e quanti album preferisci, senza fare distinzioni tra pezzi originali e cover (a patto che compili sempre il modulo correttamente), scegliendo i tuoi store digitali preferiti o lasciando che li carichi in automatico su più di 150 piattaforme streaming, e decidendo se rendere disponibile la tua musica anche in Cina e su Tik Tok. Oltre a queste, ci sono altre tonnellate di funzioni: il riconoscimento su Shazam, la raccolta delle royalties da YouTube, la possibilità di “lasciare la musica in eredità”, e molto altro ancora.
Inoltre, DistroKid è l’unico ad offrire un servizio di split delle royalties praticamente self service: se il tuo brano presenta più compositori, e ci sono più personaggi che meritano una quota delle royalties che raccoglierai con la tua traccia, con DistroKid puoi gestire in autonomia le ripartizioni e distribuirle automaticamente tra tutte le persone. Questa è una caratteristica unica.
Da questo nostro spiegone, potrebbe sembrare che tendiamo verso DistroKid, ma ci teniamo subito a fare questo disclaimer: non abbiamo rapporti commerciali con DistroKid, non abbiamo avuto problemi con le altre piattaforme e anzi, crediamo che non esista un distributore migliore di un altro.
Il motivo per cui propendiamo verso DistroKid è da ricondursi al nostro specifico approccio alla musica in termini di marketing.
Nella nostra Music X Masterclassil corso avanzato di marketing musicale più completo d’Italia, descriviamo un approccio mirato alla realizzazione della musica, e questo approccio sposa casualmente i vantaggi di DistroKid.
Ci tenevamo a dirlo per evitare fraintendimenti.

Per concludere…

Siamo arrivati al termine di questa guida su come pubblicare su Spotify. Abbiamo visto i principali distributori, ciascuno con le sue caratteristiche specifiche, alcuni “gratuiti” (più o meno), altri a pagamento.
Ora sta a te scegliere il distributore che fa al caso tuo. Visita i siti di ogni servizio e prendi nota dei tuoi personalissimi pro e contro.
 
 
 
MA… (c’è un “ma” gigante)…
… pubblicare la tua musica online non basta.
Se vuoi farti ascoltare, devi intraprendere una serie di azioni… Se vuoi vivere di musica devi ideare una serie di strategie e attuarle, applicando correttamente le leggi del marketing.
È il marketing l’elemento differenziante tra un progetto che resta chiuso in cameretta o in sala prove, e un artista che calca i palchi.
Il marketing è ciò che ti permette di trasformare la tua passione per la musica in un business sostenibile.
È ciò che hanno capito e che stanno imparando migliaia di artisti che sono entrati a far parte della nostra Community: il Gruppo Facebook Privato ed Esclusivo dove ogni giorno trattiamo i temi del marketing musicale.
Ed è ciò che abbiamo condensato anche nel nostro libro: Music X Secrets – i Pilastri del Marketing Musicale.
Già definito da molti come la bibbia del marketing musicale, il libro offre un panorama a 360 gradi di quella che è l’industria musicale, affronta le dinamiche che la governano, e ti fornisce tutte le indicazioni utili per non esserne travolto e anzi, per giocare ad armi pari con i grandi artisti e tutti gli altri player dell’industria discografica.
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A presto.