Come suonare nei locali e ottenere più date dal vivo

foto di un musicista per introdurre l'argomento su come suonare nei locali

La promessa di questo articolo è molto forte: come suonare nei locali e ottenere più date dal vivo.

Ebbene, questo è esattamente ciò che imporrerai al termine di questa pagina. Ciò che leggerai sono concetti preziosi, che la maggior parte degli artisti ignora totalmente.

È facile infatti pensare al ristoratore, ai PR, ai titolari dei locali come degli odiosi rompipalle tirchi, che ti trattano a pesci in faccia quando li contatti per chiedere di farti suonare…

Sicuramente alcuni di loro possono essere odiosi… Ma lasciati dire che, spesso, è proprio l’artista a sbagliare. Commette un errore di valutazione importante, e il suo approccio risulta di conseguenza non solo fallimentare, ma anche fastidioso per il proprietario del locale.

Nelle prossime righe, scopri come

  • come suonare nei locali e abbassare una volta per tutte la percentuale di persone che visualizzano il tuo messaggio, ma non ti rispondono
  • trattare il tuo cachet con i proprietari dei locali, senza sentirsi dire “Ah, ma ti devo pagare?”
  • PR che devi inseguire per mesi, peggio di come rincorreresti l’amore della tua vita

Accresci le tue occasioni di suonare dal vivo, fatti pagare il giusto, e per farlo devi partire  in questo modo…

Mettiti nei loro panni

La strategia migliore per capire come approcciare una persona, proporsi, e fare in modo che desideri esattamente ciò che desideriamo noi – in questo caso, suonare dal vivo nel suo locale – è vestire i panni di questa persona.

Quando prepari il tuo messaggio WhatsApp, o la mail con cui proponi la tua musica, immedesimati nella persona che li riceverà e chiediti:

“Ma se fossi io a ricevere questo messaggio… Come reagirei?

Mi farebbe piacere, o mi darebbe fastidio?

Perché questo artista contatta proprio me, cosa ha da offrirmi in cambio?”

Tante volte, l’errore dell’artista è proprio questo: non porsi queste semplici domande, fare questo banale gioco di ruolo, e bombardare i locali con messaggi auto-celebrativi che mettono davanti i propri interessi a quelli del locale.

“Fammi suonare perché sono bravo.”

Quante volte ti è capitato di pensarlo o hai visto farlo?

Per carità non c’è nulla di male, ma sappi che all’organizzatore o al proprietario del locale interessa fino a un certo punto che tu sia bravo e quanto… A volte il proprietario o il PR non ha neanche la cultura musicale per distinguere un artista bravo da uno che non lo è, e non gli interessa nemmeno coltivarla.

Gli interessa far andare la serata per il meglio.

Gli interessa il risultato.

E deve interessare anche a te.

Ma restiamo un attimo su questo punto, e andiamo ancora più in profondità. Seguici nel ragionamento.

Qual è l’interesse dell’organizzatore, del proprietario del locale o del PR?

Fare profitto con la sua attività, è ovvio.

Se hai un ristorante, il tuo obiettivo è riempire i coperti e massimizzare gli incassi.

Se hai un locale o una discoteca, vuoi fare il tutto esaurito il più spesso possibile.

Se organizzi festival, manifestazioni e altri eventi, vuoi attirare più gente possibile.

Le persone a cui ti stai proponendo, hanno un solo ed unico interrogativo in testa:

come posso aumentare i guadagni di oggi rispetto a quelli di ieri?

E bada bene: non sono materialisti, cinici, brutti e cattivi… Se non ragionassero così, chiuderebbero. E tu non avresti un palco su cui poterti esibire.

Facciamo un piccolo gioco, e proviamo ad entrare davvero nei panni di un proprietario di un locale…

Il cellulare vibra. Apri le email distrattamente, e noti ben due proposte per un live da organizzare a fine mese:

  • Prima email: si presenta un cantante bravissimo, con una tecnica sopraffina. Ha vinto alcuni premi come autore, e sai che le canzoni saranno di spessore… Purtroppo, porterà con sé forse 10 persone (è ancora troppo di nicchia, e nonostante i premi, la massa non lo conosce)
  • Seconda email: si presenta un cantante locale, tecnicamente discutibile, che pare faccia musica senza senso… Ma è responsabile di numerose serate grasse nelle zone limitrofe, e ad ogni data dal vivo traina minimo 80-100 persone.

Chi sceglieresti? Sii onesto.

Se mentalmente hai risposto il primo, significa che non sei riuscito a calarti nella parte di un imprenditore, che DEVE riempire le casse della sua attività. Non ci può essere altra spiegazione. Scegliere il primo cantante è assolutamente illogico.

Se hai risposto il secondo, beh… Sei riuscito a vestire i panni dell’imprenditore.

Siamo d’accordo con te nel dire che, dal punto di vista artistico, la situazione è piuttosto triste, e che la musica in questo modo non viene valorizzata…

È vero, là fuori è pieno di artisti molto meno bravi di te che riescono ad esibirsi 2-3 volte a settimana e a farsi pagare… Come fanno a suonare nei locali più di te? Rispondono ad un esigenza: portano persone.

Devi operare questo cambio di paradigma, e iniziare anche tu a pensare a cosa vuole l’imprenditore prima di tutto il resto, ti porterà delle enormi soddisfazioni. E non significa “avere tanti amici”, o corrompere i conoscenti… Significa essere in grado di tessere relazioni.

Ogni volta che ti proponi ad un locale, non parlare subito e solamente di quanto è bella la tua musica e quanto sei bravo, ma anteponi i vantaggi e i benefici che avrà il locale ad ospitare il tuo show. Quanto il proprietario, il PR o l’organizzatore capirà che state parlando la stessa lingua, allora potete anche disquisire sulla musica.

Perché le Tribute Band suonano di più?

Eravamo indecisi se trattare o no questo argomento… È spinoso, e antipatico a molti. C’è chi rivendica l’onore di portare in giro per l’Italia o per l’Europa la musica dei grandi, e c’è chi li vorrebbe far sparire dalla faccia della terra perché “rubano il posto agli emergenti”.

Non importa se appartieni ad una o all’altra fazione. Non ci serve ai fini del nostro ragionamento. L’unica cosa che deve interessarti è capire perché le Tribute Band funzionano e perché il titolare del locale è più attratto dalla Tribute Band anziché dal tuo progetto musicale.

E la risposta è immediata: attirano persone.

Ci sono tantissimi imprenditori che darebbero volentieri spazio alle giovani proposte o agli artisti indipendenti… Il problema è che non possono, non è che non vogliono. Non possono perché si tratta spesso di artisti dalla forza magnetica pari a zero, e non possono investire a perdere…

Le Tribute Band invece sono magnetiche. La stessa cosa avviene con i DJ. Il DJ famoso attrae persone, è magnetico, il DJ emergente no… A meno che non faccia un tavolo di persone in discoteca. Ecco che quindi ti vedi scavalcare da persone che a malapena azzeccano i cambi e che sbagliano tutti i fade.

Suonare nei locali è questione di numeri, e devi essere in grado di farli girare.

Ecco perché è così importante per te riuscire a creare fan e a stringere relazioni facendo networking.

Immagina di presentarti al locale, potendo contare su una rete di 60 persone. Ipotizzando che la serata vada male, sei convinto comunque di riuscire a portare almeno 1/3 di queste 60… Quindi circa 20 persone. Se ciascuna di queste persone consuma una media di 20€, per il ristoratore significa 400€ garantiti.

Se la serata non va così male, e porti 50 persone, per lui diventano 1.000€. Il tuo messaggio si trasforma completamente! Non è più “Ti prego, fammi suonare… Sono bravo e lo vedrai…” ma diventa “Li vuoi 1.000€?”

Se porti 1.000€ di incasso, non puoi sentirti in difetto a chiedere 200€ di cachet… Anzi, è un tuo diritto. Sono soldi che stai facendo girare tu stesso.

Se poi la tua musica piace, ad ogni serata fai colpo su molte altre persone. Crei tantissime possibilità di dialogo, di aggancio… Ecco che la macchina del networking e della fan generation ricominciano a girare e tutto prende forma con un effetto palla di neve (più suoni, più suonerai).

Ma per fare in modo che ciò avvenga, devi metterti in testa una cosa…

Stai vendendo.

Stai vendendo te stesso, stai vendendo il tuo brand. La tua musica è una conseguenza.

Fai in modo che il titolare sia motivato a comprare.

Per concludere...

Con questo articolo hai ricevuto la conferma che forse temevi su come suonare nei locali: devi portare persone.

Che NON significa essere raccomandati!

Per inciso, comunque… La raccomandazione è una cosa positiva. Noi italiani la viviamo malissimo, ma all’estero la raccomandazione è un elemento fondamentale nel mondo del lavoro. Se una persona non è in grado di raccogliere raccomandazioni, significa che quello che fa non lascia il segno. Tu DEVI lasciare un segno. Ma questa non è la sede per parlarne… Ti suggeriamo di approfondire meglio questo argomento leggendo il nostro articolo sull’arte del networking. Eccolo qui  https://musicxmarketing.it/networking-musicale-la-guida-definitiva 

Impara a ragionare per interessi, anteponendo gli interessi del titolare del locale, dell’organizzatore o del PR, vestendo i loro panni.

Pensa ai benefici che puoi portare alla serata grazie al tuo show, e lavora per trasmettere questi benefici. Racconta come vuoi promuovere la serata, che porterai uno zoccolo duro di persone che animeranno il locale, specifica che farai di tutto per la riuscita della serata… È questo quello che vogliono sentirsi dire. Ed è questo ciò che devi fare.

Con questa impostazione mentale, suonare 2-3 volte a settimana non è un miraggio, sei d’accordo?

Per riuscire meglio nel tuo intento, ti segnaliamo altri due video che ti forniranno le basi necessarie per fare networking e per vendere in modo più efficace.

Come fare Networking Musicale: l’arte di creare Relazioni

Non vendere Musica, vendi una STORIA: lo Storytelling nel Marketing Musicale

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A presto.

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